Libro 4321 di Paul Auster

Uno dei più grandi capolavori del postmodernismo, 4321 di Paul Auster ha fatto parlare tanto di sé. Se stai considerando di leggerlo, ma le sue dimensioni ti spaventano, in questo articolo cercherò di chiarirti le idee sul perché dovresti farlo.

“Il mondo era composto da due regni, il visibile e l’invisibile, e spesso le cose invisibili erano più vere di quelle visibili.”

Il libro

Apparentemente una storia come tante, di un ebreo che, sbarcato in America, da vita ad una stirpe che proseguirà con i suoi tre figli e il nipote Archie, 4321 è tutto meno che una storia come tante

In questo libro Paul Auster gioca con il concetto di molteplicità, attribuendo al protagonista Archie quattro vite diverse, giocando sul pensiero del “cosa sarebbe successo se” su cui tutti noi ci siamo trovati a riflettere almeno una volta nella vita. 

Le quasi 1000 pagine del libro sono quindi divise in quattro sezioni (1.1, 2.1, 3.1, 4.1 e così via), ciascuna corrispondente a una vita diversa, che il lettore può decidere di leggere nell’ordine stabilito dall’autore oppure saltando di sezione in sezione (1.1, 1.2, 1.3, 1.4, e così via) per seguire una storia alla volta. Personalmente credo che sia possibile cogliere a pieno il senso del libro solo rispettando il concetto originale dell’autore, ovvero quello di mettere a confronto le diverse strade che la vita di uno stesso protagonista avrebbe potuto percorrere.

L’abilità di Auster sta nel saper raccontare le quattro storie senza privilegiarne una in particolare ma lasciando al lettore la libertà di decidere quale preferire.

Infondo, tutti noi che lo abbiamo già letto lo sappiamo: c’è un Archie che amiamo più degli altri!

L’autore: Paul Auster

Nato negli anni ’50 a Newark, in New Jersey, Paul Auster è una delle figure artistiche americane più famose dell’età contemporanea per la capacità di racchiudere nei suoi racconti un’epoca storica ben precisa e di indagare problemi ed emozioni individuali molto attuali.

Non solo scrittore, ma anche regista e sceneggiatore, Auster può essere definito un intellettuale a tutto tondo, che non si esime dall’esprimere le sue idee e dall’utilizzare le sue opere come strumento di impegno politico e civile

Fortemente influenzato da figure quali Miguel de Cervantes, Albert Camus, Franz Kafka e Samuel Beckett, Auster ne riprende i temi per farli suoi e trasformarli in chiave moderna, rendendoli comprensibili ad un pubblico più ampio. Alcuni di questi sono il senso di inettitudine, i dubbi, la mancanza di certezze, la perdita, la voglia di emergere in un mono caotico e affollato.

Di molteplici “io” e infinite possibilità

Come abbiamo detto, il tema principale del libro è la vita di Archie raccontata in 4 storie, diverse tra loro ma con dei personaggi e degli accadimenti che rimangono sempre gli stessi. In ogni vita Archie e le persone intorno a lui compieranno delle decisioni che cambieranno il corso degli eventi, seppure rimanendo fedeli a se stessi. 

Il rapporto con sua madre Rose, l’amore per Amy, i conflitti con suo padre, la passione per lo sport e per l’arte sono punti cardine di tutto il libro. A sottolineare proprio come, nella vita, ci sono cose destinate ad accadere e persone destinate a diventarne parte costi quel che costi. 

L’unica costante a questo mondo è la merda, ragazzo mio. Ci stiamo con i piedi a mollo ogni giorno, ma a volte, quando arriva alle ginocchia o anche più su, devi solo tirarti fuori e andare avanti.

La ricerca di sé, il sentirsi tante persone allo stesso tempo senza saper scindere la realtà dall’immaginazione, l’interrogarsi sul proprio destino sono temi che ritroviamo anche nelle opere di autori quali Kafka (si pensi a La Metamorfosi) o Pirandello (l’intramontabile Uno, nessuno, centomila).

Affascina pensare a quante possibilità la vita ci offre e quanto ogni più piccola decisione possa determinarne tante altre più grandi. É un po’ il concetto dell’Effetto Farfalla, la teoria che sottolinea come anche le più piccole azioni possano avere delle ripercussioni più grandi nell’universo. 

 Il 900, la cultura Americana e l’amore per l’arte

Uno degli aspetti che ho amato di più di 4321 è stata la forte presenza della cultura americana e dell’amore per l’arte del protagonista che, inevitabilmente, riflette quello dello scrittore. 

Da (quasi del tutto) ignorante degli accadimenti americani di quegli anni, leggere questo libro mi ha aiutato a fare tanta chiarezza su alcune vicende e a diventarne spettatrice attraverso gli occhi di chi le ha vissute davvero.  

Vedere la famiglia Ferguson commuoversi davanti alla morte del Presidente Kennedy, emozionarsi per il discorso di Martin Luther King, arrabbiarsi per una società divisa dal colore, spaventarsi per lo scoppio della Guerra in Vietnam ha dato a questi accadimenti una connotazione personale e autentica, che mi è rimasta nel cuore. 

Come poi, non soffermarsi sull’amore di Archie per l’arte, sulla sua fame di libri e la sua passione per la scrittura, sull’aria di musica jazz che respirava grazie a suo nonno e sulla cultura cinematografica formatasi anche grazie alle ore passate a guardare film sul divano con sua madre. 

(…) Dostoevskij gli aveva insegnato che le storie inventate potevano rivoltarti come un calzino e scoperchiarti il cervello, potevano scottarti e gelarti e metterti completamente a nudo e scaraventarti tra i venti furiosi dell’universo (…)

New York è una scommessa d’amore

Così cantava Cremonini nella sua “La nuova stella di Broadway” e probabilmente Auster non potrebbe che essere d’accordo. 

Il suo amore per New York è una costante di tutto le storie del libro. Il tempo passa, le storie cambiano, ma dalla vita di Archie e della sua famiglia la Grande Mela non scompare mai. Qui, Auster ci mostra le sfumature di una città in cui tutto può accadere e i cui eventi si intrecciano inesorabilmente con quelli di Archie e della sua famiglia.

La città continuò a essere una parte fondamentale della sua vita, la cara, sporca, vorace New York, la capitale dei volti umani, la Babele orizzontale delle lingue.

Per chi è già stato a New York, troverà nelle parole di Auster degli aspetti sconosciuti di questa città, mentre per chi ancora deve scoprirla è un ottimo modo per dare forma alla propria immaginazione. 

4321 di Paul Auster: Cosa ne penso di questo libro

Sarò sincera, le mie sensazioni nei confronti di questo libro sono cambiate moltissimo nell’arco dell’intero mese di lettura. 

Ho amato follemente lo stile di Auster, il ritmo serrato, veloce, schietto. Ho percepito tra le righe le sue paure e le sue passioni, fino ad arrivare a odiarle e amarle come fossero mie. Nella storia di Archie è scritta un po’ anche la storia di tutti noi, delle domande che ogni giorno ci poniamo, dei se e dei ma che non conosceremo mai. 

Ho apprezzato i numerosi riferimenti culturali, le citazioni dei libri, un excursus dei film che hanno fatto la storia del cinema e di stralci di storia americana che adesso ho tanta voglia di approfondire. 

Ammetto però che dopo le prime 500 pagine ho dovuto rallentare di molto la lettura perché le informazioni mi hanno iniziato a sopraffare. Forse, se il libro si fosse compiuto in meno pagine, si sarebbe evitato di sprofondare nella prolissità che rischia di annoiare e confondere il lettore. 

Tutto sommato, credo sia un gran libro e valga davvero la pena leggerlo, specialmente per conoscere di più la letteratura del Novecento negli Stati Uniti

A chi lo consiglio (e non)

Già ti vedo lì, pigra lettrice (o pigro lettore), girando tra gli scaffali della tua libreria preferita, guardando questo bel mattoncino esitante. “Avrò tempo di leggerlo?” “Forse dovrei prendere qualcosa di più leggero?”Mi sembra troppo lungo, chi me lo fa fare?”. 

Più in là vedo anche la lettrice temeraria (o lettore temerario=, che guarda il libro quasi sfidandolo. “Ho letto di peggio” “Questa si che potrebbe essere una lettura avvincente” “É proprio quello che fa al caso mio”. 

In entrambi i casi vi direi di non fermarvi alle apparenze. Un libro, così come una persona, non dovrebbe mai essere giudicato dalla sua copertina, né tantomeno dalle sue dimensioni. In entrambi i casi troverete qualcosa che non vi aspettate, del quale gioirete, dubiterete, vi appassionerete fino a sentirvi sopraffatti. Ed é proprio per questo che vale la pena leggere 4321 di Paul Auster. 

Questo libro è una sfida, è un viaggio verso l’ignoto, è un tuffo in un oceano di parole, idee, riflessioni, avvenimenti. L’unica cosa che potrai fare sarà lasciarti trasportare dalla corrente.

Vuoi continuare a esplorare il mondo dei libri? Ho altri consigli librosi per te!

4321 di Paul Auster

 

 

Disclaimer

Tutto quanto scritto in questo articolo è risultato di ricerche e riflessioni personali e non ha l’intenzione di essere categorizzata come recensione tecnica.