Mano sorreggendo The Wander Society di Keri Smith

Qualche mese fa mi sono imbattuta quasi per caso in The Wander Society di Keri Smith. Dico “quasi”, perché anche io, come l’autrice, credo che un libro arrivi nella tue mani solo nel momento in cui sei pronto per leggerlo.

Il libro

Questo è, infatti, un libro non convenzionale sul tema del Wander, ciò che viene comunemente tradotto in “vagare”.

Dico non convenzionale, in quanto credo che seppur molti di noi oggi siano familiari con il concetto del Wanderlust, pochi lo saranno con ciò che questo libro racconta, ovvero l’esistenza (passata e presente) di un vero e proprio gruppo di wanderer, di coloro che hanno fatto del vagare, dell’errare, dell’esplorare pilastro fondamentale della loro vita.

In una società in continuo movimento, Keri Smith vuole farcene conoscere una che invece ha fatto del rallentare il proprio pilastro portante.

Ma partiamo con ordine…

L’autrice

Keri Smith è autrice del bestseller internazionale “Distruggi questo diario” (Wreck this Journal in lingua originale), nonché illustratrice, artista contemporanea e blogger. Conduce anche workshop creativi alla Emily Carr University of Art and Design a Vancouver, Canada.

L’obiettivo di tutti i suoi lavori è quello di creare delle opere d’arte che ogni lettore o spettatore possa completare a proprio piacimento, dando voce alla creatività interiore e all’ immaginazione.

Altre pubblicazioni dell’autrice sono state, tra altri, Distruggi questo diario (dove vuoi), Questo non è un libro e Come diventare un esploratore del mondo.

Da una scoperta a un libro

Diversi anni fa, quando Keri Smith scoprì criptiche annotazioni scritte a mano in una copia logora di Leaves of Grass di Walt Whitman, decise di iniziare una ricerca più approfondita che le aprì un mondo. Un mondo che la portò a investigare per anni sulla storia di un misterioso gruppo noto come The Wander Society.

Decise, così, di raccogliere tutto ciò che aveva scoperto sull’argomento in un libro e rendere tutti noi lettori testimoni delle sue scoperte. Tra queste pagine l’autrice ci fa scoprire le origini misteriose del gruppo e altri wanderer che hanno fatto la storia, ma non solo. Ci mostra come l’atto di errare, di esplorare, può davvero nutrire la mente creativa e ci da consigli pratici di come praticare al meglio quest’arte.

Possiamo quindi guardare a questo libro come un vero e proprio manifesto all’esplorazione, un invito a unirsi al gruppo di chi, spesso, ha bisogno di perdersi per ritrovarsi.

By purchasing this book you are electing to join a secret underground movement.

Solvitur Ambulando: Si risolve camminando

È stata proprio questa frase in latino, scritta a mano su un libro di Walt Withman, a scatenare la curiosità dell’autrice. Solvitur Ambulando si traduce letteralmente in “Si risolve camminando” e riprende l’idea che l’atto di camminare stimola il nostro cervello e la nostra creatività, permettendoci di avere idee nuove o riuscire a risolvere uno specifico problema.

Per la Wander Society, l’idea di camminare (wander) non è semplicemente l’atto fisico, ma comprende anche lo stato mentale di vagare per luoghi sconosciuti. Tale vagare può concludersi spesso con la scoperta di qualcosa di nuovo ed inimmaginabile che determina dei veri cambiamenti. Questo atto richiede la nostra presenza nel “qui e ora”, dimenticando ciò che è stato e ciò che sarà per liberarci di tutte le imposizioni della vita quotidiana e abbandonarci allo sconosciuto.

È solo così che si gettano le basi per la creazione.

To wander is to enter into a space of existing solely in the present moment. Your only requirement is to observe and have a direct experience with whatever is in front of you […]

Dopo aver delineato con chiarezza la natura del wandering, l’autrice ce ne spiega la filosofia alla base, il suo legame con il misticismo e con l’anima umana, per poi suggerirci alcuni wanderers, artisti del passato a cui ispirarci per poter praticare al meglio quest’arte.

Virginia Woolf, Fernando Pessoa, Oscar Wilde, Friedrich Nietzsche sono stati solo alcune delle grandi menti della storia appartenenti alla Wander Society.

Copertina The Wander Society di Keri Smith

Spunti pratici per praticare l’arte del wandering

Se a questo punto ti senti perso nell’argomento, non preoccuparti, è tutto normale. Del resto, è proprio questo l’obiettivo: abbandonarsi allo sconosciuto.

L’autrice viene in aiuto del lettore offrendo alcuni spunti pratici per praticare l’arte del wandering. Qui si parlerà del rapporto con il tempo e con la tecnologia, ma anche dell’importanza del meditare, del leggere e dell’apprendimento da autodidatta. Un’altro punto fondamentale trattato è, inoltre, quello dell’osservazione della natura come fonte di conoscenza di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Si passa, quindi, a quella che viene definita “l’iniziazione” all’esplorazione: una serie di suggerimenti di attività da intraprendere per poter immergersi al meglio nell’atto della scoperta.

Personalmente questa parte è stata quella che mi ha colpito di meno, ma che invece potrebbe risultare la più interessante per altri.

Come tutti noi sappiamo, arte e pensiero sono soggettivi e variano da persona a persona. 

Cosa ne penso di questo libro

Come ho affermato nell’introduzione, questo non è un libro convenzionale, nei contenuti e tanto meno nell’aspetto. Del resto, nessuna delle opere dell’autrice lo è mai stata.

Ammetto di essermi sentita spiazzata inizialmente perché avevo immaginato il libro in un modo del tutto differente e ammetto anche che l’ho dovuto rileggere un paio di volte per coglierne i significati sottostanti.

Pensandoci e ripensandoci poi ho capito che il libro non è altro che la materializzazione del pensiero che la Smith vuole promuovere: un pensiero che fa uscire dall’ordinario e spinge a ricercare qualcosa di nuovo fuori dalla propria comfort zone.

Tutto sommato sono contenta di averlo letto perché mi ha dato modo di riflettere ancor meglio sul tema del wandering, dell’esplorazione, e ha contribuito a dar vita al pensiero alla base di questo blog.

To wander is to leave behind the complications of living. You can forget the person you are supposed to be for a time, and become who you truly are […] To wander is to access your true self.

A chi lo consiglio (e non)

Questo libro non lo consiglio a chi sta cercando delle risposte. Credo che l’obiettivo primario dell’autrice sia, invece, proprio quello di spingerci a porci delle domande e lavorare da soli su di esse.

Al contrario, credo sia adatto a chi sta cercando se stesso, ma anche a chi l’ha trovato e vuole imparare a nutrirlo ogni giorno; a chi crede nella propria creatività, o a chi ancora sogna di farlo. A chi ha bisogno di ricordare a se stesso che spesso il semplice gesto di camminare può fare bene alla mente e all’anima e che le idee non sono mai “innate”, ma frutto di lavoro, pazienza e prove. Ma specialmente, a chi vuole pensare di più e fare di meno.


Puoi acquistare il libro nella versione italiana o in quella originale.

The Wander Society di Keri Smith Quote

Disclaimer

Tutto quanto scritto in questo articolo è risultato di ricerche e riflessioni personali e non ha l’intenzione di essere categorizzata come recensione tecnica.